Degli Espositi,
Esposito, Esposto, Esposti di Lorenzo degli Esposti
È lunedì mattina e devo andare all’anagrafe. Devo presentarmi lì perché ho smarrito la mia carta d’identità, beh, smarrito non è proprio il termine corretto: in realtà mi hanno rubato il portafoglio. All’anagrafe mi accoglie un’impiegata grassottella e dall’aria annoiata, con un forte accento di non so quale regione e dal tono di voce abbastanza acuto da perforare i timpani.
“Allora, signor Degli Espositi, firmi qui.” “Degli Esposti” dico io.” “Come, prego?” “Degli Esposti, non Degli Espositi”. - Mi guarda un attimo perplessa, poi riprende a parlare - “Ecco qua signor Degli Espositi la sua carta d’identità.” - Esco dall’ufficio decisamente irritato; - “Mai qualcuno che non sbagli il mio cognome?” - mi chiedo: - “Sarà meglio controllare cosa ha scritto quella cretina sulla carta d’identità.” - Degli Espositi, come immaginavo. Mi dirigo in banca per aprire un nuovo conto corrente (ho da poco cambiato banca), ma almeno lì dentro l’impiegato sembra un tipo sveglio. Oltre alle solite scartoffie, mi chiede anche un documento d’identità.
“Lì sopra il mio cognome è scritto in modo sbagliato.” - gli faccio, - ma non mi sente dall’altra parte del vetro spesso.
“Grazie per aver aperto un conto da noi, signor Degli Esposito.” - e mi restituisce la carta della discordia. Degli Esposito? Mi sembrava che sul documento fosse scritto in modo diverso; mah, si sarà sbagliato a leggere.
Terza tappa del mio giro ben poco turistico è la biblioteca dove, alcuni giorni prima, mi comunicano che hanno smarrito la mia scheda d’iscrizione; incontro Gianni, mio caro amico di lunga data, che lavora lì. Dopo i soliti convenevoli (“Ehi come stai” “Non male, e tu?” ecc. ecc…) ci apprestiamo a rifare la tessera “Non mi chiederai anche tu la carta d’identità, perché sappi che oggi questo documento mi ha fatto passare una giornata d’inferno”. “Ma dai! Ci conosciamo da una vita!” - Dopo averla stampata assume un tono più professionale, così, per scherzare: “Ecco a lei, signor Degli Esposto, la sua scheda è pronta” - e si allontana ridendo. Degli Esposto? Che volesse scherzare sulla mia brutta mattinata?
Confuso, esco e m’incammino verso casa. A metà strada mi imbatto letteralmente nella soluzione del mio problema; infatti mi scontro con un tizio che va di fretta in direzione opposta alla mia. Sia io che lui rimaniamo a bocca aperta: Lui era me! “Ma tu chi sei?” - gli dico, visto che sono il primo a rinvenire dallo shock “Come chi sono? Sono te, Lorenzo Degli Esposto!” “Eeh? E che ci fai qui?” “No, che ci fai tu qui? Io stavo andando in biblioteca a cambiare la tessera: hanno scritto il mio cognome sbagliato, guarda, Lorenzo Degli Esposti!.” - E a quel punto credo di aver compreso la questione. Universi paralleli, credo che si chiamino.
Ora siamo almeno in quattro a casa mia, e “gli altri me” mangiano a sbafo e sono tutti a mio carico!
Comunque non c’è nessuno che ancora azzecchi il mio cognome!