Fine scritta da Alberto Bucchini
Fine:
come una fiamma
fatua e silenziosa
lentamente si posa.
Il rosso di una rosa
indifferente sbiadisce
e del giardino il cor perisce.
Un pianista malinconico
si rifugia nelle ultime note della sua canzone
ed un macchinista ormai stanco
giunge al capolinea della stazione.
Un bambino si chiede perché
l’allegria or più non c’è.
Tutto viene risucchiato;
il gioco è terminato.
Dopo una lunga agonia,
trionfa la malinconia
e la gioia tira
il suo ultimo sospiro:
fine.