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La rivista include anche poesie scritte da giovani d’eta compresa tra I 10 e 14 anni. Esprimersi è una necessità, e scrivere un poema è una delle maniere più pure e cristalline di farlo. Le poesie possono essere con o senza rima. Se questo genere ti attrae più della narrazione, sperimenta. Come il fabbro fa con il fuoco ed il ferro rovente, forgia versi che descrivono parte del tuo mondo, visto con i tuoi occhi e passato per il vaglio della tua sensibilità. La poesia non deve essere necessariamente scritta a macchina purché sia leggibile. Quando sei pronto\a fa una fotocopia e spediscila alla casella postale di Scarpe Cotte, oppure inviala all’indirizzo:
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Non dimenticare di includere il tuo nome, data di nascita, indirizzo e numero di telefono. Grazie Nicoletta e Douglas
selezione di poesie già pubblicate:
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Dondola, dondola, dondola... |
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La bimba che culla la bambola
il bimbo a cavallo sul dondolo
la nonna su e giù sulla seggiola
il ticchete-tat della pentola
la gente che in treno si appisola
e insieme sussulta col corpo che dondola
e la foglia che vola
e la piuma che plana
la campana che suona ora lenta e ora vana
e dondola don… don… don… don…
scritta da
Diego Fiordarancio
Fano PU, anni 10
Pubblicata nel numero 1 |
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Ogni mattina mamma mi sveglia
appena mi giro vedo il gatto che veglia
Corro in cucina a fare colazione
mentre mio fratello ripassa la lezione
Papà cerca sempre qualcosa
mamma spreme un’arancia succosa
Nonna arriva frettolosa
mai una volta che sia festosa
Ogni giornata è sempre la stessa
un po’ mi piace un po’ mi stressa
scritta da
Elisa Paladini
Ancona, anni 10
Pubblicata nel numero 1 |
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Io mi sento
come un bicchiere
che cade nel vuoto
perso nel silenzio.
Misero come un clown
chiuso in quel circo
dove la povertà
è l’unica ricchezza.
scritta da
Francesco Pota
Reggio Calabria,
anni 10
Pubblicata nel numero 2 |
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TIC! TOC! Fanno gli ambulanti
montando le loro bancarelle,
quando il sole prende il posto delle stelle.
“BELLO, QUANTO COSTA?
MI SCUSI MI DA UN PO’ DI QUESTI?”
Dicono i clienti
mentre riempiono di frutti i loro cesti.
BRUM! BRUM! Fa il camion degli spazzini,
che dopo il mercato,
puliscono la piazza e lasciano tutto lavato.
Il mercato è un posto vivace,
pieno di voci e rumori,
che riempe la gente di gioia e di strani umori.
scritta da
Clara Rigatelli
Torino, anni 11
Pubblicata nel numero 4 |
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Lo sciabordio delle onde.
Il lento su e giù, l’andirivieni continuo.
La dolce e innocua schiuma.
Le verdi alghe alla deriva.
Il marrone scuro con sprazzi dorati della sabbia appena bagnata.
L’affondare di lenti e decisi passi nella rena.
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L'aria del mattino
Accarezzava il suo grazioso viso
Mentre si rivolgeva gentile al suo scudiero
Il sole risplendeva
Sulla sua azzurra armatura
In lontananza si vedeva un'anatra
Infastidire una mucca dal nero mantello
Si sentiva appena il lamento di un animale
Probabilmente sbranato da un malvagio leone
Ne girano molti nella zona
La donna scrutava e ascoltava la natura
Nell'aspettare lo scudiero, lo faceva sempre.
scritta da
Rodolfo Capasso
Montopoli di Sabina, anni 13
Scuola Media Montopoli di Sabina
pubblicata nel numero 5 |
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Pensieri sul banco di scuola |
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E adesso mi ritrovo qui
Sul mio banco di scuola
Penso al mare
Volteggia piano, l'aria porta le onde in riva, sulla spiaggia
E penso se fossi lì, a guardare l'immenso, l'infinito cielo
I miei occhi riflessi sull'acqua.
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Sulla spiaggia al tramonto |
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Sulla spiaggia al tramonto, vedo il mare rosso fuoco
il sole che picchia sugli ombrelloni variopinti.
Si sta facendo tardi,
la spiaggia piano piano si sta spopolando
e tutti vanno via,
nelle loro case,
ad aspettare l’arrivo della sera.
Un bambino nella sua culla guarda il cielo
e si ode una tenera canzone.
scritta da
Nicolò Rizzitelli
Monte Porzio Catone anni 12
Scuola Media
T. Buazzelli, Frascati
Pubblicata nel numero 5 |
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