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racconti PDF Stampa E-mail
stivaleLa formula magica che combina la sensibilità e l’immaginazione di un giovane con un foglio di carta e una penna è ancora capace di produrre meraviglie, anche nell’era degli schermi onnipresenti con luci e suoni. Se ci sono tanti ragazzi che sognano di diventare calciatori e modelle e dedicano tempo a perfezionare il dribbling della palla e il trucco davanti allo specchio, ce ne sono altri che si dilettano a riempire pagine per dare forma al proprio mondo, alle proprie esperienze ed emozioni.
Nuotando un poco contro corrente, vista la prevalenza commerciale di racconti fantastici e stravaganti, stiamo cercando piccole opere che parlino della vita reale. Possono anche essere frutto dell’immaginazione; inseguire sogni con l’intento di tradurli in parole è talvolta l’incentivo più bello a scrivere. Ma noi vogliamo pubblicare trame, perfino quelle inventate, che conducano a un mondo riconoscibile, nel quale i protagonisti non sparano pallottole di fuoco dal naso.
La crescita dell‘essere umano è tanto ricca, le immagini ed i fatti della realtà tanto potenti, che siamo sicuri di trovare una legione di ragazzi che provano soddisfazione nel cristallizzare momenti e sentimenti attraverso la parola scritta. Allora, scrivi una storia; vera o immaginata, o una combinazione delle due. Ricordati di arricchirla con dettagli che abbondano davanti ai tuoi occhi, e anche con suoni, odori ed altri elementi che aiutano il lettore a formare una visione mentale di ciò che sta avvenendo nel racconto. Le storie possono essere lunghe o brevi. Tutti gli scrittori rileggono il proprio lavoro per modificarlo e migliorarlo. Elaborano certe parti ed eliminano altre. Il proposito è quello di sistemare i pezzi che non vanno tanto bene o cercare altre parole che trasmettano meglio ciò che vuoi dire. Raramente una storia è perfetta alla prima stesura. Dedicale del tempo. Ne hai tanto a disposizione. Quando sei pronto\a con il racconto, fa una fotocopia e spediscila a Scarpe Cotte, via Mameli 27, Fano 61032 PU
Non dimenticare di includere il tuo nome, data di nascita, indirizzo e numero di telefono.
Divertiti, e buon lavoro.

selezione di racconti già pubblicati: 
 
Sono sbarcati strani esseri sull'isola PDF Stampa E-mail
scritto da Maria Zecchin
Veggiano PD, anni 13
Scuola Media L. Da Vinci, Veggiano
Pubblicato nel numero 3
Darwin
È la mattina del 4 aprile 1834 e due fringuelli, Fischietto e Canterino, stanno svolazzando tra i rami della grande foresta che ricopre tutta la superficie di Isabela, la più grande isola dell’arcipelago delle Galapagos. I due uccellini si posano sui rami di un albero al limitare della foresta e cominciano a mangiare le bacche verdognole che pendono tra le foglie, mentre guardano il mare calmo e le onde che s’infrangono sulla sabbia. Ad un tratto, però, compare una macchia nera all’orizzonte.
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La riunione PDF Stampa E-mail
scritto da Ada Ramon Roca
Cesena FO, anni 14
Pubblicato nel numero 3
clara_cane
Il cane giaceva mollemente sul letame che veniva gettato davanti alle porte del palazzo, per essere ritirato dai contadini che lo utilizzavano per concimare i campi.
Nell’animale si scorgevano ancora le tracce della bellezza che in passato aveva dovuto avere, ma il tempo e l’incuria non erano stati clementi. Al di sotto del rado pelo grigio, un tempo folto e lucente, le ossa premevano contro la pelle e spiccavano per l’eccessiva magrezza del cane. Il suo corpo era infestato da numerosi parassiti, e le mosche, attirate a sciami dal puzzo del letame, lo tormentavano, poggiandosi su quegli occhi intelligenti che brillavano ancora dell’antico splendore.
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Le onde PDF Stampa E-mail
scritto da Adriana Di Rienzo
Bari, anni 13
Pubblicato nel numero 4
le-onde-mare
Domenica mattina.
Avrei desiderato trascorrere una delle solite domeniche d’inverno in cui mi piace essere un tutt’uno con il cuscino, quando mi giro e mi rigiro nel letto e la luce che filtra dalla tenda gialla della mia camera mi fa credere che ci sia una giornata di sole, anche se poi ci sono le nuvole. Stavo sognando di svegliarmi nella città più bella del mondo: Parigi (da quando l’ho vista non riesco più a dimenticarla!), ma a rovinare l’incantesimo, sento la voce di mia madre:
“Adriana preparati! Oggi si va al mare!”
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La statua PDF Stampa E-mail
scritto da Margherita Senni
Roma, anni 14
Scuola di Bagnera, Roma
Pubblicato nel numero 4
la-statua
Piacere, mi presento, sono una statua.
Sì, sì, proprio una statua, come quelle che vedi nei musei. Ho diversi secoli sulle spalle, vengo da un paesino di montagna, ma ora mi trovo in un famoso museo. Sono alta circa quattro metri, sono fatta di marmo candido, sono molto bella e formosa; insomma una rarità.
Ma non sono sempre stata così perfetta, no, prima ero solo un pezzo di marmo, molto grande, senza una forma e senza un uso specifico.
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Un po' di tempo fa... PDF Stampa E-mail
scritto da Elisa Dietrich
Roma, anni 14
Scuola Media Bagnera Roma
Pubblicato nel numero 5
Toby-befana
Le foglie gialle e rosse che cadono dagli alberi, i negozi e le persone che si preparano per il Natale, l’odore di caldarroste nell’aria, la neve che ricopre tutt’attorno con il suo velo bianco.
Mi fanno ripensare ai vecchi tempi, quando ero solo un’ingenua ragazza che giocava con i suoi amici a battaglia di neve o a nascondino nei prati. Nei miei vaghi ricordi di quel periodo, uno solo è rimasto nitido nella mia testa.
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La corrente PDF Stampa E-mail
scritto da Martina Moretti
Bari, anni 13
Pubblicato nel numero 7
dis.la-corrente-7
Un raggio di luce filtrò attraverso la finestra colpendomi in pieno volto. Aprii gli occhi infastidita e mi rigirai ingarbugliandomi nel lenzuolo. Sperai di riprendere sonno ma immancabilmente arrivò l’urlo di mia madre a svegliarmi: “È tardi! Dobbiamo andare a mare.” Contro voglia mi alzai ed indossai il costume. Quella mattina, nonostante il sole splendesse alto nel cielo, un vento freddo e fastidioso mi sferzava il viso scompigliandomi i capelli. Quando arrivammo i spiaggia le prime nuvole grigie si stavano già raggruppando oscurando a tratti la luce solare.
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Sulla finestra: una goccia PDF Stampa E-mail
scritto da Sofia Di Bernardo
Gemona del Friuli UD, anni 12
Pubblicato nel numero 8
Goccia-8
Era una mattina di pioggia con il cielo grigio plumbeo e tutto si spegneva in un assordante silenzio.
Andai in camera e, non avendo compiti, mi venne in mente di fare una cosa piuttosto strana: mi misi col naso sulla finestra ad osservare il
cielo. Le nuvole assomigliavano a macchie grigie fuggite dal pennello di un pittore. Dal camino della stufa udivo un forte spiffero del vento filtrare attraverso il buco. All’apparenza stava per scatenarsi l’inferno: tuoni, lampi,piante completamente fradice e pozzanghere, tante pozzanghere.
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Copertina10
n. 10 - Gennaio/Febbraio 2011

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